
La “mia architettura” trae
energia e spirito dagli ambienti visti e
vissuti dall’interno.
Un interno sempre diverso, poiché sempre differente è l’oggetto da progettare e colui a cui appartiene.
Un serrato intreccio di valutazioni percorrono un
lavoro fatto di grande ascolto e di interpretazione.

Prima l’ascolto e la silenziosa osservazione, poi una
vivace interpretazione.
La mia formazione artistica mi porta a concepire il progetto, sin dai primi schizzi distributivi, come una
inscindibile realtà funzionale ed emozionale con elevata valenza estetica.
Lo studio dello spazio, secondo il suo sviluppo prospettico, mi permette di
definire ambientazioni dettagliate dove le finiture, l’arredo e gli oggetti descrivono atmosfere.

Cerco di
mescolare una texture di materiali, superfici, colori, luci, odori, stimolando la mia creatività e al tempo stesso
trasmettendo sensazioni di benessere alla committenza.
Amo la semplicità e
l’essenza dei materiali costruttivi, il legno, le pietre naturali, gli intonaci, le superfici preziose, i colori avvolgenti e spenti che d’improvviso si accendono di luce o di decorazione, l’acqua che scorre, la luce che scalda, le trasparenze, le vibrazioni.
Amo l’equilibrio della simmetria interrotta e spezzata da un gesto, la composizione rigorosa e minimale e al tempo stesso
il dialogo tra stili differenti.
Amo la profondità dello spazio e la verticalità delle pareti, gioco con le
linee pulite e allungate, con la pelle delle superfici, con la morbidezza e l’opacità dei tessuti, con le vernici dai toni sabbia e fango, con il bianco e con il nero, con la carta disegnata, con la
luce che scolpisce e con gli oggetti di grande dimensione.